Buongiorno a tutti, oggi faccio le veci della mia amica Sara e vi parlo di… pesto! Ovviamente, come tutti i protagonisti delle mie recensioni, anche questo pesto non può essere che vegan.
Amici allergici/intolleranti, questo pesto 100% vegetale della Barilla è naturalmente privo di lattosio (non contenendo formaggi), ma è anche dichiaratamente senza glutine e senz’aglio. Sono felice quando trovo prodotti del genere, perché consentono anche a chi necessita o sceglie di escludere alcuni alimenti dalla propria alimentazione di non privarsi di nulla.
Prezzo: intorno ai 3€
kcal: 425 / 100 g
Il prezzo è un po’ più alto rispetto al pesto classico, anche se di preciso non lo ricordo, perché ho comprato questo pesto qualche mese fa ed è rimasto nella mia dispensa fino ad oggi. Lo trovai all’ipercoop, e non l’ho mai visto in nessun altro supermercato della mia zona.

Il primo ingrediente è il basilico, come giusto che sia per un pesto. Al posto del formaggio troviamo gli anacardi, che infatti vengono spesso utilizzati per produrre formaggi vegani. La presenza di zucchero e sciroppo di glucosio mi ha lasciata un po’ interdetta… ma è un pesto o una marmellata? Noto con dispiacere anche l’assenza dei pinoli. Ma vabbè, passiamo all’assaggio.
Il profumo di basilico che si sprigiona all’apertura del barattolino è intenso ed invitante. La consistenza è molto densa, pastosa, sembra quasi un formaggio spalmabile color verde basilico. Prima di condirci la pasta, ne ho assaggiato un po’ così dal barattolo. La prima impressione è stata: wow, buonissimo! Tuttavia risulta molto salato.
Per renderlo più fluido, l’ho stemperato con un po’ d’acqua di cottura della pasta. In questo modo si amalgama bene alla pasta e i pezzettini di anacardi donano quella nota croccante che non guasta mai. Usato come condimento non risulta troppo salato. Io ho aggiunto alla mia pasta anche del tofu a cubetti e pomodorini datterini, che con la loro dolcezza bilanciavano perfettamente la sapidità del pesto. Lo ricomprerei? Intanto devo finire questo, perché il barattolino è da circa 200 g e credo vada bene per 3 o 4 piatti di pasta. Comunque sì, trovo sia buono per essere un pesto confezionato. D’altra parte parliamo di un marchio super rinomato come Barilla.
Ah perdonatemi, ma ho un momento polemica: risparmiatemi la predica che il pesto fatto in casa è migliore, perché lo so benissimo, ma non ho modo di farmelo in casa e trovo comodo usare quello già fatto una tantum. E quando dico una tantum, intendo davvero, ma davvero una tantum.
Avevo recensito un altro pesto vegetale qualche mese fa, ovvero quello della Biffi nella sua versione “leggera”. Era da allora che non mangiavo il pesto, anche se avevo questo della Barilla in dispensa. Motivo? Mi rifiutavo di condire la mia pasta con un sugo così carico di grassi. Infatti era praticamente una vita che non mangiavo un pesto non “leggero” e soprattutto che avessi la forza di cucinarlo da me, per me e solo per me, senza pesare e quindi conoscere la quantità di pesto che ho usato.
Magari, come dice la mia amica @recensionidigusto, vi sarete stufati di sentire questi discorsi sulla non-importanza delle calorie e dei macros rispetto a quella dell’avere un rapporto sano e spensierato con il cibo. Tuttavia, il supporto che ho trovato su questa community virtuale mi sta aiutando tanto a superare questo tipo di problemi, e mi fa piacere pensare che magari anch’io possa contribuire a spronare qualcun altro che sta leggendo questa recensione. Quindi vi prego, se vi va, condividete con noi ogni vostra #sfidadigusto … io personalmente continuerò a farlo.
Cyanide






